Mietitura e trebbiatura del grano di Sant’Angelo

Mietitura e trebbiatura del grano di Sant’Angelo

Luglio falce in pugno

La fase della mietituraUn antico detto toscano recita “Luglio falce in pugno” e il grano seminato, grazie al progetto “Adotta un seme di Grano“, è ormai pronto per essere raccolto. Possiamo così procedere alla mietitura e trebbiatura del grano di Sant’Angelo.

Mietitura e battitura del grano di Sant'AngeloLa mietutra

Viste le modeste estensioni del terreno seminato, per la mietitura del grano, ci siamo orientati nel cercare una piccola mietitrebbia. Così abbiamo trovato un contatto per poter noleggiare un macchinario condiviso da un gruppo di agricoltori del Mugello. Era tutto prenotato e organizzato per procedere alla mietitura il 10 luglio. Purtroppo, una chiamata all’ultimo istante, ci ha informato che la mietitrebbia era danneggiata e quindi non più utilizzabile.

La maturazione del grano ormai aveva raggiunto il culmine e un ulteriore rinvio avrebbe compromesso il raccolto.  Per questo abbiamo comunque effettuato la mietutura del grano preparandolo così alla successiva fase della trebbiatura. Grandi e piccini si sono cimentati nel taglio a mano con gli strumenti e le tecniche utilizzate dai contadini del secolo scorso.

Mietitura e battitura del grano di Sant'AngeloDurante le fasi di mietitura è stato possibile osservare come i gravi problemi idrici di questa stagione hanno compromesso il regolare andamento del raccolto. Le combinazioni da stress idrici (causati da siccità e temperature elevate) hanno inciso molto sulla qualità del grano. Oltrettutto, in queste condizioni critiche, le malerbe oltre ad avere radici più sviluppate, hanno anche una maggiore efficienza idrica rispetto al frumento; esse sono in grado di produrre
molta più biomassa e quindi crescere più vigorose. Questo è uno dei motivi per i quali, in situazioni di siccità, la competizione con le infestanti provoca più danni alla coltura.

La trebbiatura del grano di Sant'AngeloLa trebbiatura

Dopo una non facile ricerca abbiamo individuato un’azienda che ha messo a disposizione la propria mietitrebbia per lavorare il grano raccolto.

Il funzionamento della mietitrebbia è complesso. L’altezza di taglio viene regolata tramite una piattaforma di alimentazione che si alza e si abbassa a seconda delle necessità. Il prodotto sgranato dalla mietitrebbia viene suddiviso in paglia (che a sua volta è scaricata sullo scuotipaglia) e in semi. Questi, insieme ai frammenti di paglia e alla pula, cadono attraverso la griglia del contro battitore sul piano alimentatore, il quale convoglia il materiale verso il sistema di pulitura.

Mietitura e battitura del grano di Sant'AngeloA questo punto come prosegue il funzionamento della mietitrebbia? La paglia va a finire su un post battitore a pale e poi sullo scuotipaglia, che ha il compito di scuoterla in maniera energica. In tal modo i chicchi ancora presenti raggiungono, attraverso le griglie dello scuotipaglia, il resto del prodotto sul piano alimentatore. L’azione meccanica di vagliatura è effettuata da un ventilatore grazie ad una corrente d’aria fino ad ottenere la pulitura completa dei chicchi, frammenti di paglia e pula. I chicchi cadono poi su un secondo vaglio, dove vengono puliti nuovamente, e raggiungono l’elevatore ed il serbatoio. Infine nel serbatoio il cereale viene convogliato alla bocca di scarico attraverso una coclea e insaccato o scaricato su autocarri.

Alla fine del processo di trebbiatura abbiamo raccolto circa 200kg di grano. Dal grano raccolto toglieremo circa 50kg che saranno impiegati nella prossima semina che avverrà a novembre-dicembre. Così facendo la popolazione del grano evolve grazie alla selezione naturale, e si adatta, anno dopo anno, all’ambiente in cui viene coltivata, al tipo di terreno e alle tecniche agronomiche utilizzate.

La prossima fase, la molitura del grano

Il mulino di CeticaDopo la mietitura e la trebbiatura del grano di San’Angelo, il prossimo passo, è la molitura per ottenere la farina. Assieme a Beppe, il Panaio di Mercatale, abbiamo scelto di portare il grano al Molino Grifoni situato nella vallata del Casentino nel comune di Castel San Niccolò. La scelta è ricaduta su questo particolare mulino perchè dotato di antiche macine a pietra che permettono di conservare il germe del grano, parte di completamento della farina stessa e sede di tutte le vitamine. La farina che esce dalle macine è integrale e tramite una vite senza fine viene trasportata ad un antico macchinario: il “buratto”, e infatti viene detto in gergo che la farina è abburattata, cioè separata dalla crusca e dal tritello, ottenendo una farina di tipo 2 oppure di tipo 0 senza mai toglierne il germe, in quanto essendo oleoso si amalgama con la farina stessa.

Su consiglio del Molino Grifoni abbiamo scelto di procedere alla molitura nella seconda metà di settembre.

Mietitura e battitura del grano di Sant'AngeloConsegna della farina e del pane

Con la mietitura e la trebbiatura del grano di San’Angelo e la successiva molitura abbiamo terminato il ciclo di attività legate al progetto. Quindi, terminata la molitura, sarà possibile consegnare, ai partecipanti del progetto “Adotta un seme di grano“, il prodotto finale del grano di Sant’Angelo. Ogni socio può scegliere se ricevere 2kg di pane oppure 3kg di farina. A tal proposito vi chiediamo di inviarci per e-mail (ilgranodisantangelo@santangeloaps.org) la vostra scelta indicando, nell’oggetto, il nominativo presente nell’attestato che vi abbiamo rilasciato al momento dell’adesione. Per poter coordinare le consegne è importante inviare la comunzione non oltre il 18 di settembre.

A breve vi informeremo sulla data dell’evento, a conclusione del progetto di adozione del grano di Sant’Angelo, dove sarà effettuata la consegna della farina e del pane.

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